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			<title>Assistente alla comunicazione</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/assistente_alla_comunicazione_2206593.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Assistente alla comunicazione</strong><br />L’assistente alla comunicazione ha il compito di fornire all’allievo, ai docenti ed ai vari educatori che lo seguono tutte quelle strategie di comunicazione, necessarie ad abbattere quelle barriere comunicative, presenti nella vita scolastica di un alunno e studente sordo, ipoacusico o con disprassie e altre patologie che ledono il linguaggio al di là della sordità. In ambito scolastico si rapporta e collabora con funzioni distinte, complementari e non sostitutive, con l’insegnante di sostegno e con gli insegnanti curricolari contribuendo al raggiungimento delle finalità previste dal P.E.I. e dal progetto individuale. Rappresenta un ponte comunicativo e relazionale un ponte linguistico e di supporto all’apprendimento.
 
 
Per esercitare, l’assistente alla comunicazione deve avere una qualifica della formazione, dopo aver seguito corsi professionalizzanti per:
- ottimizzare la competenza bilingue e biculturale
- applicare i principi della comunicazione verbale e non verbale
- acquisire capacità di attuare strategie per facilitare la comunicazione
- acquisire principi di base della psicologia e dell&#039;educazione speciali
- acquisire conoscenza dei percorsi di apprendimento della lingua
- acquisire capacità di progettare un Piano Educativo Specializzato
- approfondire la conoscenza del mondo della sordità infantile in una prospettiva pedagogica olistica
- acquisire metodologie d’inserimento del bambino sordo a scuola
- acquisire una preparazione pedagogica specifica nell’ambito della sordità
- sviluppare dinamiche di tipo cooperativo con i colleghi
- acquisire capacità di elaborare strategie di problem solving
- acquisire il codice di comportamento etico e deontologico professionale]]></description>
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			<title>Interprete di LIS/Italiano</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/interprete_di_lis_italiano_2206599.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Interprete di LIS/Italiano</strong><br />È un mediatore interculturale a tutti gli effetti. Deve favorire la comunicazione e il colloquio restando in posizione di neutralità, nel pieno rispetto delle culture di cui le lingue tradotte sono espressione. Per esercitare l’interprete deve avere un diploma di formazione, dopo aver seguito corsi professionalizzanti per avere:
- ottima competenza nella Lingua dei Segni Italiana
- adeguate conoscenze nella storia e la cultura dei sordi in Italia
- adeguate conoscenze sulla teoria della Lingua dei Segni Italiana
- adeguata competenza sulle tecniche di traduzione simultanea e consecutiva
- capacità di tradurre dalla LIS all’Italiano e viceversa
- buona competenza nei linguaggi tecnici
- buona conoscenza della legislazione relativa all’handicap
- adeguate competenze di didattica speciale
- adeguate competenze nella gestione della relazione educativa
- avere acquisito il codice di comportamento deontologico nel lavoro di interpretariato

 L&#039; interprete è un ponte fondamentale che garantisce al sordo la possibilità di comunicare esprimendosi nella sua lingua e ne favorisce, così, l&#039;integrazione e la piena partecipazione alla vita sociale nel rispetto della sua identità.]]></description>
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			<title>Assistente all'autonomia</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/assistente_all_autonomia_2299957.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Assistente all&#039;autonomia</strong><br /> e della relazione tra lo studente con disabilità sensoriale la famiglia, la scuola, la classe ed i servizi territoriali specialistici. 
Pur non essendo prevista una normativa specifica, il personale impiegato all’interno di questa tipologia di servizi normalmente è in possesso di formazione specifica e maturata esperienza nel settore educativo o di assistenza a disabili sensoriali. In alcuni casi è previsto che l’operatore sia in possesso di specifiche competenze del Braille (codice per ciechi). ]]></description>
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			<title>Tiflologo e Tiflopedagogista</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/tiflologo_e_tiflopedagogista_2299968.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Tiflologo e Tiflopedagogista</strong><br />Quando vengono trattati i problemi educativo-pedagogici della disabilità visiva è necessario parlare di tiflologia (pedagogica e didattica) tornando a riproporre, di conseguenza, l’imprescindibile figura del tiflologo o tiflopedagogista. 
La tiflologia è da oltre un secolo la disciplina che “parla” di tematiche e strategie educative dei ciechi. Durante la stagione delle scuole speciali chi avesse avuto l’intenzione, cieco o vedente, di insegnare o occuparsi sul piano educativo dei disabili visivi.
Il tiflologo è una figura nuova, nella realtà educativa italiana e, anzi, proprio con tale figura si pensa di poter colmare alcuni vuoti del sistema educativo italiano. Il tiflologo non conosce soltanto tutta la problematica relativa ai minorati della vista, ma anche di possedere competenze tecniche, di natura giuridico-amministrativa, disponibilità alla collaborazione.
Infatti, tra i compiti, che egli è chiamato a svolgere, vi sono:



• il coordinamento dell&#039;attività di sostegno, nella quale, secondo le norme vigenti, oltre alla scuola, sono impegnate le Amministrazioni Locali, le Unità Sanitarie Locali, e, con un ruolo fondamentale, le famiglie;
• la consulenza alla famiglia, alla scuola ed ai gruppi di lavoro interistituzionali operanti a qualunque livello;
• la promozione e l’organizzazione delle attività integrative extra-scolastiche;
• la valutazione della rispondenza dei dispositivi tecnici o dei sussidi ottici alle reali esigenze di ciascun soggetto assistito;
• il reperimento del materiale ludico e didattico di uso più comune;
• la collaborazione con le équipes, cui compete la elaborazione della diagnosi funzionale, del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato;
• la programmazione e la promozione di ogni altra attività, che egli ritenga utile al miglioramento delle condizioni scolastiche e sociali del minorato della vista.


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			<title>Come si educa un bambino cieco o ipovedente?</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/come_si_educa_un_bambino_cieco_o_ipovedente_2299979.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Come si educa un bambino cieco o ipovedente?</strong><br />Nella scuola le discipline non dovrebbero essere considerate solo il fine dell’apprendimento, bensì gli strumenti attraverso i quali la persona si forma. Un cieco deve essere formato nel rispetto della sua condizione sensoriale, della didattica che ne consegue e nella consapevolezza delle sue effettive limitazioni.]]></description>
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			<title>Bastone bianco-rosso</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/bastone_bianco_rosso_2299981.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Bastone bianco-rosso</strong><br />&quot;I conducenti devono fermarsi quando una persona invalida con ridotte capacità motorie o su carrozzella o munita di bastone o accompagnata da cane guida o munita di bastone bianco e rosso in caso di persona sordocieca o comunque altrimenti riconoscibile attraversa la carreggiata o si accinge ad attraversarla e devono comunque prevenire situazioni di pericolo che possano derivare da comportamenti scorretti o maldestri di bambini o di anziani, quando sia ragionevole prevederli in relazione alla situazione di fatto&quot;. ]]></description>
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			<title>Bastone bianco</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/bastone_bianco_2299982.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Bastone bianco</strong><br />Il bastone ha il compito di evidenziare l’esistenza di cose, persone e/o strutture collocate nella propria traiettoria di marcia. Colpendoli il bastone ne mette in evidenza l’ubicazione e la natura. Quando il bastone intercetta qualcosa l’oggetto colpito emette un suono che è funzione delle sue caratteristiche costruttive, dei materiali, dei volumi, ecc. e ciò aiuta ad identificare acusticamente di quale oggetto con molta probabilità si tratti (palo della luce, cassonetto della spazzatura, albero, automobile, …).
 
Un oggetto di metallo, di legno, pieno, vuoto ha una sua propria identità acustica. Ma anche gli spazi e gli ambienti hanno delle tonalità acustiche definite che possono essere lette ed interpretate per meglio controllare l’ambiente.
Si può dare il caso, non infrequente, che ciò che viene intercettato lungo il cammino non sia una cosa ma una persona. Ragionevolmente il bastone va utilizzato con discrezione ed in modo leggero. ]]></description>
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			<title>Consulenza psico-pedagogica</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/consulenza_psico_pedagogica_2206596.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Consulenza psico-pedagogica</strong><br />La consulenza socio pedagogica si concentra sulle problematiche relative all&#039;età evolutiva del ragazzo, all&#039;accoglienza e alla decodifica del disagio, al riconoscere i fattori di rischio, alla gestione dei processi comunicativi , all&#039;educazione e all&#039;affettività, alla sessualità e alla gestione delle emozioni e processi di apprendimento. A partire dal riconoscimento dell’importanza e del valore dell’azione pedagogica e preventiva svolta dai tanti adulti che a diverso titolo interagiscono con i ragazzi nei diversi contesti di socializzazione, la consulenza psicopedagogica è finalizzata a sostenere e consolidare le funzioni di ascolto, orientamento e accompagnamento svolte da queste figure che costituiscono, insieme ai genitori, il fattore protettivo più efficace contro le diverse forme di disagio evolutivo]]></description>
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			<title>Educatore Sordo</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/educatore_sordo_2206597.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Educatore Sordo</strong><br />L&#039;educatore sordo è, per il bambino sordo, un supporto indispensabile per la costruzione della propria identità e agisce come uno specchio nel quale il bambino sordo vede riflesso il proprio futuro come individuo adulto realizzato. Si tratta di un modello guida nei riguardi del quale il bambino si pone a confronto per costruire la propria personalità. L&#039;educatore sordo lavora con il bambino sia a casa, con la famiglia, sia a scuola, in affiancamento con l&#039;assistente alla comunicazione. Stimolare il confronto, lo scambio di conoscenze e la condivisione di esperienze per far superare al bambino l’equivoco di sentirsi “sordo unico al mondo e per questo solo”.]]></description>
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			<title>Insegnante di sostegno (specializzato)</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/insegnante_di_sostegno_specializzato_2206598.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Insegnante di sostegno (specializzato)</strong><br />L&#039;insegnante di sostegno è introdotto nella scuola dell&#039;obbligo Italiana ai sensi della L.517 del 1977. È un docente specializzato nella didattica speciale per l&#039;integrazione di alunni certificati &quot;in situazione di handicap&quot; nei modi e nei termini previsti dalla legge 104/92. Gli insegnanti di sostegno sono di norma presenti nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle classi ove sia presente uno o più alunni &quot;certificati&quot;. Firmano i documenti di valutazione di tutti gli alunni, predispongono il Piano Educativo Individualizzato P.E.I. per ciascun alunno presente nella classe in sintonia con gli Operatori Socio Sanitari, la famiglia. i docenti contitolari. In esso si definiscono i criteri di verifica e valutazione.

 L&#039;insegnante di sostegno è assegnato alla classe e non all&#039;alunno come erroneamente si pensa. La risorsa è finalizzata ad attuare interventi di integrazione attraverso strategie didattico metodologiche specifiche, con agli insegnanti curricolari poiché insieme hanno la responsabilità della realizzazione del processo di integrazione scolastica.
 Viene nominato dal Provveditore agli Studi della Provincia, su segnalazione delle scuole che prevedono la presenza nel Circolo, di alunni portatori di handicap certificati.
 Ogni anno, con le nuove pre-iscrizioni, ogni Istituzione scolastica determina il numero dei soggetti portatori di handicap iscritti, valuta la gravità ed i bisogni di ogni singolo caso e chiede all&#039;Ufficio Provveditorato l&#039;assegnazione di un numero di insegnanti di sostegno.
 La quantificazione oraria nel rapporto insegnante/alunno viene stabilita in base al Progetto Educativo che si fonda sui bisogni dei singoli soggetti rapportati alle diverse gravità di handicap.
 Le modalità con cui viene assegnato l&#039;insegnante di sostegno sono quelle esplicitate nel D.M. n°331/98 artt.37 e 41 come integrato dall&#039;art.26 comma 16 della Legge 448/98. Ciò significa che non vi sarà più la nomina di un insegnante ogni quattro alunni in situazione di handicap, ma che il Provveditore potrà disporre nell&#039;organico di un posto ogni 138 alunni frequentanti le scuole statali della Provincia.Questi posti verranno poi assegnati alle singole scuole secondo le richieste avanzate dai Dirigenti Scolastici, documentate con Diagnosi Funzionale e corredate di progetto di integrazione. Se il numero di posti calcolati con l&#039;operazione precedentemente indicata (1:138), il Provveditore può concedere delle deroghe e nominare dei supplenti per le ore mancanti. Ciò in base all&#039;art.40 comma 3, L.449/97 e dall&#039;art.26 comma 15, L.448/98.]]></description>
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			<title>LIS, Lingua dei Segni Italiana</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/lis_lingua_dei_segni_italiana_2206600.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>LIS, Lingua dei Segni Italiana</strong><br />Le lingue dei segni possono assolvere tutte le funzioni delle lingue naturali parlate: conversazione quotidiana, scambi intellettuali, ironici, poetici, filosofici. La differenza fondamentale fra le lingue parlate e le lingue dei segni sta nella modalità di trasmissione, nell’input ricevuto e nell’output prodotto: acustico-vocale per le lingue parlate, visivo-gestuale per le lingue dei segni.
 Ignorati dai linguisti e dalla comunità scientifica i Segni vennero riscoperti alla fine degli anni Cinquanta grazie agli studi del medievalista e linguista William Stokoe, che dimostrò come essi non fossero un linguaggio disarticolato basato per lo più su aspetti mimici, ma che soddisfacevano tutti i criteri linguistici di un autentico linguaggio, con un lessico, una sintassi, e con la capacità di generare un numero infinito di proposizioni.
 Una lingua dei segni è un sistema di gesti (autonomi, culturalmente codificati e traducibili in parole, talvolta iconici, più frequentemente arbitrari) che comprende regole lessicali, morfologiche e sintattiche, regole per la formazione delle voci del lessico e per la combinazione di tali voci in frasi (Klima, Bellugi, 1979; Volterra, 1981; Caselli et al., 1994; Radutzky, 1992), è a tutti gli effetti un codice linguistico ovvero un sistema di segni arbitrari atto alla trasmissione di messaggi tra un emittente e un ricevente.
 In Italia la ricerca sistematica sulla LIS iniziò verso la fine degli anni Settanta per opera dei ricercatori dell’Istituto di Psicologia del CNR di Roma, diretto dall’equipe di Virginia Volterra. In stretta collaborazione con i sordi si verificò che tutti i risultati raggiunti per altre lingue dei segni erano riscontrabili anche nella LIS, stabilendo così che la LIS usata dalla Comunità Sorda Italiana è una lingua al pari delle lingue vocali e delle altre lingue dei segni e che come una lingua è espressione della cultura e delle tradizioni di una vera e propria minoranza linguistica, inserita in una maggioranza udente, ma ben distinta da essa. Le lingue dei segni o visive, come le lingue verbali, sono lingue storico-naturali mutabili nel tempo e collegate strettamente alla cultura della comunità che le usano. Nei diversi paesi ciascuna comunità di sordi crea e tramanda da una generazione all&#039;altra una sua lingua, per cui esistono tante lingue dei segni diverse. Non si tratta, dunque, di un codice comunicativo universale, bensì esistono tante lingue dei segni quante sono le Comunità sorde sul pianeta: si parla di Lingua dei Segni Americana (ASL), Lingua dei Segni Spagnola (LSE), Lingua dei Segni Italiana (LIS) e così via. Le variazioni dialettali inoltre sono molto frequenti, forse molto di più che per le lingue vocali, e si differenziano da città a città, fra generazioni anziane e giovani, talvolta per sesso.
 L’aspetto straordinario del “linguaggio dei sordi” consiste nell’essere l’unico linguaggio non orale che mostra di possedere la stessa autonomia delle lingue parlate, ecco perché si parla di lingue segnate straniere, prendendo le distanze dagli svariati codici mimico-gestuali, che si appoggiano alle lingue orali svolgendo solo una funzione complementare, incapaci di reggersi da soli. Ciascuna lingua dei segni ha sviluppato un codice proprio, legato alla particolare cultura in cui viene usato: per questo motivo uno stesso segno può avere significati completamente diversi all’interno delle varie lingue dei segni.]]></description>
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			<title>LIST, Lingua dei Segni Italiana tattile</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/list_lingua_dei_segni_italiana_tattile_2206601.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>LIST, Lingua dei Segni Italiana tattile</strong><br />Quando le persone sorde perdono la vista, (ad esempio a causa della Sindrome di Usher) la LIS si trasforma in Lingua dei Segni Italiana Tattile. La persona sordocieca ascolta toccando con le proprie mani le mani di chi “parla” cioè segna, percependo così il segno comunicato, che diventa veicolo anche delle espressioni facciali non più visibili. Questa variante della LIS prevede, oltre alla ‘lettura’ dei segni attraverso il reciproco contatto tra le mani delle persone che stanno comunicando, anche ulteriori ’accorgimenti’ nella creazione di un completo e soddisfacente scambio informativo ed ambientale. È un mezzo fondamentale di comunicazione per le persone sorde che conoscono al LIS che diventano nel corso della vita anche cieche.]]></description>
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			<title>Logogenia</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/logogenia_2206602.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Logogenia</strong><br />La logogenia è una disciplina di Linguistica con basi teoriche di Grammatica Generativa introdotta dalla linguista Bruna Radelli (1934 – 2009).

 Il suo ambito di analisi è l&#039;acquisizione del linguaggio. Questo processo viene indagato a partire dai dati dello sviluppo linguistico dei bambini sordi preverbali rispetto alle lingue storico-orali. Le lingue studiate sono attualmente l&#039;italiano e lo spagnolo, grazie ai poli di ricerca sulla Logogenia che fanno riferimento a Cooperativa Logogenia® per l&#039;Italia, alla Red Logogenia® per la Colombia e al Colegio de Logogenistas per il Messico.
 In Italia, a partire dall&#039;anno accademico 1998/99 la Logogenia è stata materia di insegnamento presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell&#039;Università Ca&#039; Foscari Venezia. Sulla base della disciplina Logogenia, Bruna Radelli ha elaborato l&#039;omonimo metodo Logogenia®. È una metodologia di lavoro che si rivolge ai bambini e adolescenti sordi e che si propone di stimolare in loro l&#039;acquisizione della lingua italiana scritta (o di qualsiasi altra lingua storico-orale).

 Proprio per la specifica modalità attraverso cui propone una stimolazione mirata nell&#039;ambito della morfologia e della sintassi, questo metodo risulta utile sia per valutare la conoscenza grammaticale in diverse situazioni, sia come integrazione ai metodi di insegnamento dell’italiano a stranieri. I principi e gli strumenti della Logogenia risultano utili nella formazione professionale di tutte quelle figure che si occupano a diverso titolo dello sviluppo del linguaggio: a questi professionisti sono rivolti i nostri corsi di formazione e aggiornamento.
Per approfondimenti si rimanda a metodo Logogenia®]]></description>
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			<title>Logopedia</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/logopedia_2206603.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Logopedia</strong><br />La logopedia (dalle parole greche logos &quot;discorso&quot; e paideia &quot;educazione&quot;) è una branca della medicina che si occupa della cura, della riabilitazione, dell&#039;educazione, della rieducazione e della prevenzione delle patologie della voce, del linguaggio scritto e orale e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. Inoltre, si occupa di tutti quei disturbi cognitivi che hanno a che fare con la comunicazione, come la memoria e l&#039;apprendimento, e più in generale delle funzioni corticali superiori.

 I logopedisti elaborano, anche in équipe multidisciplinare, il bilancio logopedico volto all&#039;individuazione ed al superamento del bisogno di salute del paziente; praticano autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità comunicative e cognitive, utilizzando terapie logopediche di abilitazione e riabilitazione della comunicazione e del linguaggio, verbali e non verbali; propongono l&#039;adozione di ausili, ne addestrano all&#039;uso e ne verificano l&#039;efficacia; svolgono attività di studio, didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le loro competenze professionali; verificano le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale; svolgono la loro attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero professionale.

 In particolare, il logopedista si occupa di persone con disturbi:

della voce, del linguaggio e più in generale della comunicazione (disfonia, disartria, dislalia, disodie, difficoltà di linguaggio legati alla sordità, balbuzie)
neuropsicologici (afasie, aprassia, agnosia, ritardi di sviluppo del linguaggio, disturbi fonologici, disturbi dell&#039;apprendimento, dislessia, ritardi mentali, disturbi dell&#039;attenzione, disturbo specifico del linguaggio)
delle funzioni orali (disfagia, deglutizione atipica)
neurocomportamentali (causati da traumi cranici, eventi patologici cerebrali, autismo, demenza)
]]></description>
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		<item>
			<title>Protesi Acustiche</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/protesi_acustiche_2206604.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Protesi Acustiche</strong><br />Nel campo delle protesi acustiche, l&#039;immensa evoluzione tecnologica avvenuta nei nostri giorni, mediante l&#039;applicazione dell&#039;informatica (software dedicati) e dell&#039;elettronica con i circuiti al silicio (miniaturizzazione), ha reso possibili risultati veramente eccezionali. Oggi disponiamo di protesi acustiche piccolissime, che possono essere inserite all&#039;interno del condotto uditivo, quasi invisibili ma in grado di fornire prestazioni molto raffinate. Le protesi acustiche si dividono in:
Protesi acustiche per via ossea:
nelle quali l&#039;apparecchio acustico è inserito all&#039;interno della &quot;stanghetta&quot; degli occhiali. Si utilizzano per correggere le ipoacusie trasmissive (perdite uditive, valutate con l&#039;esame audiometrico, in cui permane una buona funzione del nervo acustico).
 
Protesi acustica per via aerea:
Retroauricolari: in cui l&#039;apparecchio acustico è posizionato dietro il padiglione auricolare.
Endoauricolari:in cui l&#039;apparecchio acustico è posizionato dentro il condotto uditivo esterno.

 Un impianto cocleare
è un orecchio artificiale elettronico in grado di ripristinare la percezione uditiva nelle persone con sordità profonda, ed è utilizzato quando le protesi uditive non ottengono il risultato sperato. L’impianto cocleare (CI) è definito come “coclea artificiale” o “orecchio bionico” ed è uno strumento che si sostituisce alla coclea patologica inviando direttamente al nervo acustico linguaggio e rumori ambientali. Proprio per la funzione di sostituzione della trasmissione dell&#039;informazione sensoriale al sistema nervoso, è considerata una neuro protesi. Si comporta come una vera e propria coclea, che ha funzione di filtro acustico e di traduzione.]]></description>
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		<item>
			<title>Codice Braille</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/codice_braille_2299831.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Codice Braille</strong><br />Si tratta di un sistema di scrittura basato su sei punti in rilievo in cui la maggior parte dei simboli è universalmente riconosciuta e quindi può essere usato in molte lingue diverse. Il Braille infatti non è una lingua di per sé, ma è un mezzo di scrittura internazionale. Con esso si possono rappresentare le lettere dell&#039;alfabeto, la punteggiatura, i numeri, i simboli matematici e quelli musicali.
 
I caratteri Braille sono basati su una cella formata da sei punti disposti in due colonne e tre righe.]]></description>
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		<item>
			<title>Testi ingranditi</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/testi_ingranditi_2299865.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Testi ingranditi</strong><br /> 
L&#039;elaborazione testi supporto alle attività didattiche, al fine di facilitare il processo di integrazione scolastica dell&#039;alunno con deficit visivo. 
 
Ogni testo ingrandito e&#039; personalizzato secondo le esigenze del singolo utente, poiché ognuno ha una propria capacita&#039; visiva. 
 
Ad esempio alcuni necessitano di un tratto marcato, di un carattere espanso, di un colore diverso rispetto al testo di origine, di un formato carta piu&#039; o meno grande rispetto al carattere e ai punti di ingrandimento, altri sono infastiditi dal grassetto o dal corsivo, ecc. 
 
 ]]></description>
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		<item>
			<title>Comunicazione Alternativa Aumentativa</title>
			<link>http://www.www.associazionecomunico.it/1/comunicazione_alternativa_aumentativa_2206595.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Comunicazione Alternativa Aumentativa</strong><br />È possibile definire Comunicazione Aumentativa / Alternativa (CAA) ogni forma di comunicazione che sostituisce, integra, aumenta il linguaggio verbale orale. Lo sviluppo della CAA è stato inizialmente sollecitato per incrementare le abilità comunicative di bambini in cui era evidente la discrepanza tra linguaggio espressivo, gravemente deficitario, e linguaggio ricettivo (comprensione) che non presentava invece severe compromissioni.
Oltre al linguaggio (inteso come comunicazione verbale e non verbale) è possibile fornire altri strumenti:

- le tabelle di comunicazione
-i VOCAs (Vocal Output Communication Aids)
-i software di comunicazione che si utilizzano con il Personal Computer (PC)]]></description>
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